Dalla fede in Gesù nasce la gioia

Il problema più grande della vita è quello della fede. La maggior parte delle persone forse non se ne rende conto, ma senza la fede, senza un “fidarsi”, non si può vivere.

Parlo della fede in generale: della fede del bambino nella sua mamma e poi nel suo papà, delle fede di un uomo e una donna che, per fede l’uno nell’altra, uniscono le loro vite; delle fede nella vita sociale per cui si vive in comunione con altri e … si obbedisce alle leggi.

Parliamo anche della fede in Dio, della fede che gli uomini da sempre hanno in una qualche divinità, perché è innato nell’uomo avere fede in qualcuno supe-riore di lui. Da sempre e in tutti i popoli. I pochi “atei” che resistono hanno fede anche loro in qualcosa e in qualcuno!

Senza una fede si muore. La fede è sempre vita, spinge a donare vita, educa nella crescita, porta al progresso umano, crea relazioni sempre nuove, muove le persone, le comunità, i popoli … e anche te?

Quanto scrivo però, vuole stimolare a parlare soprattutto della nostra fede, di come in quest’anno comunitario che stiamo iniziando, possiamo sperimentare, approfondire e vivere una fede che sia fonte di gioia, che riesca a comunicare con gioia la propria esperienza, a generare vita e “vitalità”, ad espandersi in relazioni sempre più ampie.

La fede cristiana ha certamente delle verità “oggettive”, definite, fondanti, discusse e chiarite in tanti secoli di storia, di studi e di esperienze di vita. Crediamo in verità che sono rivelate, che formano quella che chiamiamo: “Professione di fede”, che ci identificano come comunità ecclesiale, che dicono ufficialmente chi siamo, chi vogliamo essere: cristiani cattolici.

Ma, lo comprendiamo bene che la fede non può limitarsi a questo, a formulazioni di verità o a celebrazioni di riti. La fede è vita, è il come e il perché vivi, è come ti relazioni con il tuo Dio che è Padre, Figlio e Spirito santo, è il come lo ami e come sperimenti una relazione continua e totale, è fonte di relazioni con ogni realtà creato, con ogni credente e con ogni altro essere umano.

Una fede che muore è tristezza, a volte disperazione … può diventare morte umana e spirituale. Chi vuole terminare la sua vita è perché ha perso la fede in se stesso e negli altri … e anche in un Dio che può salvare.

Ma una fede vera, continua vivere solo se è coltivata, se trova occasioni per crescere, se rinnova la vita e la riempie di gioia! Così scrive il Papa Francesco nella “Evangelii gaudium”: «La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia». (n. 1)

Ecco, la fede in Gesù ha questo scopo: incontrare la salvezza portata da lui e vivere una gioia che sa rinascere sempre.

Questo cercheremo di proporvi, noi sacerdoti, come cammino di quest’anno pastorale. Sarà la ricerca di una relazione intensa e amorosa con Gesù, di una fiducia in Lui che ci rende capaci di superare ogni difficoltà della vita, che ci stabilizza in una profonda pace interiore e trova gioia nel testimoniare questa relazione.

La testimonianza dei credenti riempie i cuori di gioia! Scrive il Papa: «Invito ogni cristiano, in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non c’è motivo per cui qualcuno possa pensare che questo invito non è per lui, perché “nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore”. Chi rischia, il Signore non lo delude, e quando qualcuno fa un piccolo passo verso Gesù, scopre che Lui già aspettava il suo arrivo a braccia aperte». (n. 3)

don Pino