Pentecoste, nel segno di una Chiesa universale

Riportiamo la riflessione fatta da suor Luisella Musazzi, sorella comboniana, durante l’ultima celebrazione di Pentecoste. Per una migliore comprensione del testo, riportiamo anche le letture domenicali proposte dalla liturgia.


Lettura degli Atti degli Apostoli 2, 1-11

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, i discepoli si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 12, 1-11

Riguardo ai doni dello Spirito, fratelli, non voglio lasciarvi nell’ignoranza. Voi sapete infatti che, quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare senza alcun controllo verso gli idoli muti. Perciò io vi dichiaro: nessuno che parli sotto l’azione dello Spirito di Dio può dire: «Gesù è anàtema!»; e nessuno può dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito Santo.
Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell’unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose le opera l’unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.      

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 14, 15-20

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi».


Pentecoste

  • Mentre stava compiendosi: questa del compimento, una parola cha abbiamo già sentito quando Maria ha dato alla luce Gesù. Il compimento delle promesse di Dio. Ora nella Pentecoste il compimento dell’Evangelo da vita alla Chiesa. La festa di Pentecoste era celebrata dalla tradizione ebraica 50 giorni dopo la Pasqua per commemorare l’Alleanza del Sinai e a Gerusalemme arrivavano folle di Giudei provenienti da molti paesi.
  • Siamo a Gerusalemme. A Nazaret era cominciata la predicazione di Gesù, la sua missione, a Gerusalemme comincia la missione della Chiesa. Comincia dal luogo dove Gesù ha vissuto la sua passione, morte e resurrezione. E’ dalla Pasqua il nostro punto di partenza come Chiesa.
  • Qual è l’esperienza dei discepoli:
    • Erano tutti insieme
    • Sono sorpresi da una forza che riempie tutta la casa
    • C’è un fuoco che li avvolge e li trasforma
  • Qual è l’esperienza della folla, della gente?
    • Si radunano tutti… non scappano anche se sono turbati, hanno bisogno di sentirsi vicini, di prossimità
    • Sono insieme e si dice che ciascuno capisce la propria lingua: la comunione non cancella l’individualità, la comunione x Dio non è uniformità ma rispetto della diversità
    • Se osserviamo sono enumerate dodici nazioni press’a poco da est a ovest che rappresentano tutti i popoli del mondo abitato
    • “Erano stupiti e fuori di se per la meraviglia”: lo stupore di chi accoglie un dono
  • Come sarà la gente che “dimora nello stupore”? Dimorare nello stupore è una condizione spirituale che rende leggeri, lieti, contenti: suggerisce che l’esperienza cristiana è una grazia sorprendente. Prima dei doveri da adempiere, prima delle verità da imparare, prima dei problemi da affrontare, prima delle procedure da osservare, la convocazione di tutti i popoli sul monte del Signore è una festa da celebrare, una sorpresa che commuove e trafigge il cuore (cfr. At 2,37). Il Sinodo che abbiamo celebrato è ancora l’evento di Pentecoste.

Chiesa dalle genti

  • Una chiesa che viene a noi, come un dono, ci è consegnata da Dio attraverso molti popoli, come nella Pentecoste, molte lingue, molte provenienze. Questa la nostra Chiesa: universale = cattolica.
  • In questa chiesa Dalle Genti noi possiamo capirci se riconosciamo, con lo stupore dei credenti della prima Pentecoste, le grandi opere di Dio. Lo sguardo della chiesa nascente non sulle differenze, non è impregnato di paura, di giudizio, i loro occhi sono abbagliati dalla novità dell’evento e le loro orecchie accolgono la buona notizia, proclamata in modo che tutti e ciascuno possa capirla, proclamata dalla costatazione di ciò che Dio fa nella storia… le grandi opere di Dio
  • Che cosa sta facendo Dio nella nostra chiesa?
  • DOCUMENTO: La chiesa ambrosiana ha dedicato un anno per il Sinodo Minore Chiesa dalle Genti (2017-18) Sinodo una convocazione frutto di una chiamata e per un discernimento/ricerca insieme. Dalle origini della Chiesa questa una modalità decisionale che si è sempre coltivata: cercare insieme le strade che il Signore ci invita a percorrere. A febbraio la nostra Diocesi ha raccolto il frutto della riflessione fatta a diversi livelli nelle parrocchie e ha costituito una Consulta per aiutarci a mettere in pratica quello che lo Spirito ci suggerisce oggi per dare forma alla chiesa di domani, fedele all’Evangelo ma anche alla storia.
  • Si intuisce che la Chiesa sta cambiando perché cambia il mondo, perché cambiano i cristiani, perché la missione di sempre si confronta con scenari nuovi, con interlocutori diversi, con imprevisti per i quali siamo impreparati. Continuiamo a fidarci di Dio e ad essere attivi nel cambiamento. Alcuni corrono con impazienza ed entusiasmo, altri resistono con esitazioni e prudenza, alcuni dichiarano superata la tradizione, altri hanno paura dei cambiamenti. Tutti, se siamo onesti, ci sentiamo insoddisfatti delle nostre posizioni, per quanto ne siano convinti. Infatti nessuno presume di avere una formula risolutiva.
  • Perciò cercheremo insieme, ascolteremo tutti per propiziare il confronto e il discernimento comunitario. Andremo dove lo Spirito ci conduce: ma facciamo il proposito di essere docili.
    L’evento di Pentecoste non è un “fatto” rinchiuso in un passato inaccessibile, del quale si può raccontare come di una storia passata. L’effusione dello Spirito è piuttosto la grazia che fa della Pasqua di Gesù il principio della vita della Chiesa. La comunità dei credenti continua a vivere dello Spirito di Dio, continua a partecipare dell’evento di Pentecoste. Perciò la Chiesa continua a dimorare nello stupore, nell’ascolto, nella prossimità e nella carità.
  • L’evento di Pentecoste non si impone con aggressività indiscutibile e irresistibile, ma si offre come invito e rivelazione.
    Mentre le letture politiche, sociologiche, storiche, cronachistiche possono leggere il convergere di molti popoli come un problema da affrontare, come una minaccia da cui difendersi, come un fenomeno da regolamentare, i discepoli di Gesù che formano la Chiesa cattolica continuano a dimorare nello stupore, ad essere fuori di sé per la meraviglia, ad ascoltare la parola degli Apostoli che danno testimonianza della Pasqua del Signore con un annuncio che risponde alle attese di tutti.

La dispersione, che ha ferito l’umanità e l’ha condannata all’incomprensione, al sospetto, all’ostilità, è stata guarita dal dono dello Spirito che abilita la Chiesa a farsi intendere in tutte le lingue e ad essere la casa per tutti i popoli.

Vi sono diversità (dice Paolo ai Corinzi) ma uno solo è Dio che opera tutto in tutti. E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune.

Il Sinodo dalle Genti vuole essere l’opportunità per riconoscere e far emergere queste “manifestazioni particolari dello Spirito” che sono già tra noi, riconoscere le grandi opere di Dio che certamente con modalità sempre nuove, sta operando nella nostra storia, La promessa di Gesù nel Vangelo di oggi non vana: “non vi lascio orfani .. voi mi vedrete perchè io vivo e voi vivrete”. Chiediamo oggi al Signore la capacità di far spazio allo Spirito; in un mondo che ascolta e proclama quasi esclusivamente la voce della violenza, della paura, delle minacce ed esclusioni, accogliamo il coraggio dello Spirito che ci rende capaci di ascoltare, di vedere e di proclamare le grandi opere che Dio fa ancora attraverso tante persone di ogni razza, popolo, fede e cultura.