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“Il volto del Dio vicino”: ministri straordinari in una Chiesa ospedale da campo

Lo scorso 7 febbraio, nella giornata mondiale del malato, si è tenuto il convegno dal titolo: “Il volto del Dio vicino”. In questa occasione Monsignor Delpini, ha sottolineato come la condizione di un malato può farsi l’occasione per fare esperienza della vicinanza di Dio, attuando la Parola «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11, 25).  

La Chiesa si fa ospedale da campo soprattutto quando si distribuisce l’Eucarestia agli ammalati. Nella quotidianità, questo si traduce con 4 verbi: fermarsi, dare cioè del tempo, non andare mai di corsa e ascoltare con cuore aperto; commuoversi davanti le pene altrui; compatire, ossia poter dire: il tuo dolore è anche il mio; aiutare cioè garantire una presenza.

Non sfuggirà a noi, ministri dell’Eucarestia, che la gioia dell’incontro si nutre della prossimità con la Parola, visione e apertura verso il futuro e con l’Eucarestia, volto di Dio. Il Santo Papa Paolo VI lo aveva chiarito, durante un’omelia in Duomo: “Non saremmo dei bravi rappresentanti di Cristo, se a noi mancasse questa capacità di vivere nella gioia, di comunicarla agli altri”. È l’esperienza della familiarità con il Signore che ci fa vivere nella gioia ed è richiesto proprio questo durante le nostre visite: portare non una “cosa” ma “una presenza” Gesù risorto. È importante poi pregare insieme anche quando la ferita dell’altro e i sentieri interiori sono insondabili e unici. Per Sant’Ambrogio “la modestia regola anche il tono della voce. Anche il silenzio è un grandissimo atto di modestia”.

Come ministri straordinari dell’Eucarestia, seguendo il Santo Padre, vogliamo e dobbiamo vivere la rivoluzione della tenerezza nel nostro approccio con i malati (spesso soli), nella mitezza dell’incontro che si fa pudore e rispetto, nell’empatia. «Non siamo chiamati a risolvere i problemi del sofferente, ma a farci compagni nel cammino. Non siamo chiamati a dare facili risposte ai difficili interrogativi posti da chi è turbato e nemmeno rivestire la parte di avvocati di Dio dinanzi a chi sembra metterlo sul banco degli imputati».

Ambra, Donata, Gisella, Lina, Maria, Paolo
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