Haiti, Turro ti vuole conoscere

Le ultime news da Haiti, dove è attivo il gemellaggio della nostra parrocchia con la comunità di Ti Rivyè

Profonda crisi sociale ed economica ad Haiti: come uscirne?

«Il popolo haitiano sta attraversando una grave crisi sociale ed economica con riflessi sulla psicologia delle persone e sulla loro capacità di sperare nel futuro. Lo racconta all’Agenzia Fides p. Clarck De La Cruz, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionari (POM) ad Haiti, sollevando pesanti interrogativi e lanciando un appello per aiutare Haiti a uscire dalla grave situazione in cui si trova.
La disoccupazione affligge oltre il 60% della popolazione, causando un atmosfera di diffusa angoscia e preoccupazione per l’indigenza. Il potere d’acquisto delle famiglie continua a diminuire considerevolmente con l’andare del tempo».

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L’opera missionaria dei Camilliani post-sisma: “Bisogna puntare sulle persone”

“Ancora oggi, a quasi dieci anni di distanza dal terremoto che ha sconvolto Haiti, stiamo cercando di accompagnare la popolazione haitiana verso un pieno recupero”, riferisce all’Agenzia Fides padre Aris Miranda, missionario Camilliano e Direttore esecutivo della Fondazione Camillian Disaster Service International (CADIS), parlando dei programmi di assistenza portati avanti in questi anni nell’isola caraibica dopo il sisma del 12 gennaio 2010, che provocò 230 mila vittime, 300 mila feriti ed 1 milione di sfollati. “In questi anni – racconta – l’isola è stata colpita da quattro uragani e il colera continua a mietere vittime. Migliaia di persone sono ancora nelle tendopoli”.

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Ad Haiti le bande uccidono e terrorizzano, ricattato anche chi realizza progetti umanitari

“Organizzazioni per i diritti umani e istituzioni religiose continuano ad essere preoccupate per l’aumento dell’insicurezza su tutto il territorio nazionale ad Haiti, secondo quanto informa una nota pervenuta a Fides da fonti locali. Da novembre 2018 sono più di 100 i civili assassinati dalla violenza delle bande, mentre la polizia denuncia 15 suoi membri uccisi solo nel 2019. Forse per la prima volta nella storia della violenza, le bande cominciano a ricattare persino le Ong e le Ambasciate, chiedendo denaro in cambio della “protezione” per completare qualche progetto umanitario nel paese”.

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L'ondata di insicurezza ad Haiti è una preoccupazione per varie organizzazioni e istituzioni

Le organizzazioni per i diritti umani e politici, diversi settori della vita nazionale e istituzioni religiose continuano a preoccuparsi dell’aumento dell’insicurezza in tutto il territorio nazionale ad Haiti, in diverse posizioni raccolte dall’agenzia online AlterPresse.

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Appello dei missionari ad Haiti: "Mettete al primo posto gli interessi della nazione e il bene comune"

“Chiediamo la presa di coscienza pubblica dei vari partiti per una decisione patriottica, anche a prezzo di grandi sacrifici, per mettere al primo posto l’interesse comune”: è l’appello dei missionari Redentoristi (Congregazione del Santissimo Redentore) che da anni vivono e operano con il popolo di Haiti. Pochi giorni fa i Vescovi della Conferenza Episcopale avevano denunciato in un loro messaggio la grave situazione: “L’ora è seria, aumenta la miseria, il bene comune è minacciato. Il paese è sull’orlo dell’abisso! Questa situazione non può durare di più”

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“Il paese è sull’orlo dell’abisso”: i Vescovi di Haiti denunciano violenza, intimidazioni, miseria

“Il momento è serio, perché c’è violenza contro la vita. Deploriamo le perdite di vite umane e di proprietà registrate di recente nelle manifestazioni. Cogliamo l’occasione per esprimere la nostra solidarietà alle vittime e ai parenti delle vittime.
L’ora è seria, aumenta la miseria, il bene comune è minacciato. Il paese è sull’orlo dell’abisso! Questa situazione non può durare di più.” Così scrivono i Vescovi della Conferenza Episcopale di Haiti dinanzi alla terribile situazione di violenza generale che vive il paese dopo che la popolazione è scesa in piazza per manifestare contro il governo del presidente Jovenel Moïse.

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I Gesuiti: Haiti è in fiamme, il dialogo nazionale non può attendere, offriamo tutte le nostre risorse ed esperienze

“Dopo otto giorni di silenzio, mentre il paese è in fiamme e insanguinato, il presidente della Repubblica Jovenel Moïse ha preso la parola per dire nulla o, peggio, gettare benzina sul fuoco”. Così comincia un duro comunicato del superiore dei Gesuiti ad Haiti, padre Jean Denis Saint-Félix, intitolato “Catastrofe umanitaria, irresponsabilità dei nostri dirigenti e urgenza del dialogo nazionale” pervenuto all’Agenzia Fides. Il discorso del Presidente, secondo il sacerdote, ha provocato nella popolazione “delusione, ripugnanza, rabbia, vergogna” anche perché non conteneva alcun annuncio di misure in risposta alla crisi che ha paralizzato il Paese gettandolo nel caos e nell’emergenza umanitaria.

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Partecipa alle attività del gruppo missionario

Il nuovo Gruppo Missionario, ricreato dal parroco don Giuseppe Grassini, ha bisogno di volontari disponibili a lavorare sulla sensibilizzazione del territorio, sulla formazione su tematiche di attualità e mondialità, impegnandosi poi concretamente nella comunità di Turro con iniziative e progetti, dando il primo segno di una Chiesa in uscita, come ci ricorda sempre papa Francesco.

Prossimo incontro: sabato 15 giugno dalle 19.30 alle 21.00 in Casa Parrocchiale. I giovani e gli adulti interessati a partecipare alle attività del gruppo possono scrivere a parroco@parrocchiaturro.it